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Cosa vedere in Argentina? La scelta è davvero ampia. Questo Stato dell’America latina ospita tanti luoghi d’interesse turistico

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Su cosa vedere in Argentina si potrebbero scrivere interi libri, fintanto che questo Paese è davvero molto ricco sia di attrattive culturali, che di quelle naturali. Complice anche il periodo colonialistico, diversi stili culturali si mescolano qui in una fusione di storie e leggende. Inoltre, l’Argentina è anche un Paese molto aperto ai turisti, tanto che i viaggiatori italiani che vorrebbero andare alla scoperta di cosa vedere in Argentina non hanno bisogno di richiedere il visto turistico in una delle sedi diplomatiche dell’Argentina situate sul territorio italiano. Difatti, basta il passaporto del cittadino italiano con una validità residua di almeno 6 mesi per poter richiedere il visto d’ingresso direttamente all’aeroporto d’arrivo nel Paese. Questa avrà una durata massima di circa 3 mesi, al termine dei quali si potrà prolungare il visto per altri 3 mesi.

Tutte le attrattive turistiche dell’Argentina si potrebbero dividere in due grandi categorie: quelle naturali e quelle culturali. Per capire cosa vedere in Argentina degli edifici storici, si dovrebbe sicuramente iniziare da Buenos Aires. Dentro il grande centro urbano vi sono vari edifici colonialistici, alcuni dei quali sono stati costruiti seguendo lo stile del barocco europeo. Altri sono decorati in stile rococò. Gli splendidi interni di molti edifici importanti di Buenos Aires fanno rimanere a bocca aperta chiunque. Inoltre, Buenos Aires è anche una città molto moderna. Qui si potranno vedere i posti più moderni dell’Argentina e visitare anche alcune attrattive spettacolari della città stessa (per esempio gli strabilianti grattacieli).

Inoltre, nella capitale dell’Argentina si trovano diversi musei degni di nota, che raccontano ai viaggiatori l’evoluzione di questo Stato nel corso del tempo. Bisognerebbe trascorrere almeno due giorni solo a Buenos Aires per visitarne tutti i luoghi di alto interesse, prima di avventurarsi alla scoperta delle meraviglie naturali dell’Argentina. Da visitare le Ande: sono dei monti molto pittoreschi e alcuni viaggiatori affermano che sono persino più belli delle Alpi italiane. Per sapere cosa vedere in Argentina, particolarmente nelle Ande argentine, si consiglia di assumere una guida turistica locale. Questo perché si rischia sempre di perdersi in mezzo alle vaste montagne e non riuscire a trovare una via d’uscita. Bisogna prestare attenzione anche alla natura selvaggia di questi posti.

Inoltre, sono assolutamente da vedere i vari vulcaniargentini. Questi si ergono sul territorio circostante come dei veri e propri re dell’Argentina, sovrastando il tutto con la propria maestosità. Come se tutto ciò non bastasse, la posizione geografica dell’Argentina ha permesso anche lo sviluppo di alcuni ghiacciai, come il maestoso Perito Moreno. In Argentina, insomma, si può vedere davvero di tutto, tra vulcani, foreste pluviali, animali molto curiosi e persino ghiacciai. Se anche questo, però, non bastasse a soddisfare la curiosità turistica, si potrebbe sempre incamminarsi per la Ruta Nacional 40, una strada panoramica (ed epica) che si snoda in mezzo ai panorami argentini fino a raggiungere la frontiera con la Bolivia. Questa strada è considerata alla pari della Route 66 statunitense ed è visitata ogni anno da molti visitatori provenienti dai più lontani angoli del pianeta.

In un’altra zona dell’Argentina ci sono le Cascate Iguazù, tra le più spettacolari al mondo, un capolavoro naturale che bisogna assolutamente vedere almeno una volta nella vita. Queste offrono un paesaggio naturale davvero molto bello da vedere, che permette ai turisti di ammirare la natura circostante guardandola da una prospettiva radicalmente diversa. Le Cascate Iguazù fanno parte del Parco Nazionale Iguazù, di suo bello per via della grande biodiversità che regna nella zona. E le famose cascate sono oltre 252, le più belle delle quali si trovano al confine tra il Brasile e l’Argentina e ogni anno vengono visitate da molti turisti curiosi di scoprirne particolarità. Girovagando per il parco è possibile imbattersi in degli animali molto particolari, tra cui iguane, uccelli colorati, oppure altri esemplari della fauna locale.

Spostandosi a Mendoza, in un’altra zona dell’Argentina, si potranno degustare i vini argentini e ammirare gli immensi vigneti locali. La tradizione di viticoltura deriva dal periodo colonialistico spagnolo e quindi anche i vini realizzati in Argentina sono tra i migliori al mondo. L’uva Melbec, che cresce in questa regione, fornisce ai vini un sapore molto soffice e particolare. Sempre a Mendoza i turisti avranno modo di assaggiare i prodotti tipici dell’Argentina, con cui accompagnare un buon bicchiere di vino. Anche coloro che cercano una vacanza di lusso troverebbero del pane per i propri denti, specie se si recassero presso la Estancia Cristina. Quest’ultima è stata in passato un’azienda di allevamento dei bovini, ora trasformata in un resort di lusso dalla quale partono delle escursioni a cavallo nella natura argentina.

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L’Argentina promuove il turismo religioso con un seminario formativo per agenzie di viaggio e tour operator. L’evento, organizzato a Roma dall’Istituto di promozione turistica dell’Argentina, è stato ideato per descrivere quest’aspetto in un Paese di tradizione fortemente cattolica, proprio nell’anno del Giubileo straordinario della Misericordia. I valori spirituali e di fede possono essere, secondo l’agenzia di promozione, un importante volano di sviluppo di nuovi flussi turistici d’incoming, legati al pellegrinaggio e al turismo religioso europeo, soprattutto da Paesi come l’Italia e la Spagna. «Al riguardo, l’Istituto considera il turismo religioso un importante fenomeno di forte richiamo per pellegrini e visitatori – sottolinea Maria Nazareth Vilardo, coordinatrice di Improtour per il mercato turistico europeo – perché sempre più spesso lega le motivazioni della visita dei luoghi della fede, alla scoperta delle bellezze ambientali, artistiche, culturali ed enogastronomiche di un Paese così grande e ricco di sfaccettature che per visitarlo mette a disposizione un sistema d’accoglienza, di imprese turistiche locali, programmato per ogni esigenza».

Il governo della Provincia di Buenos Aires, attraverso il Ministero della Cultura ha confermato le date del primo “Festival Provincia Emergente” che si terrà nei giorni 1, 2 e 3 luglio presso l’Estadio Unico del Comune di La Plata. L’ingresso è gratuito.

 

Con ingresso gratuito, e la presenza degli Illya Kuryaky and the Valderramas (sopra), Carajo, Dread Mar I, Estelare e Fidel Nadal, tra altri, il governo della Provincia di Buenos Aires ha confermato il megaevento.

Le diverse attività cominceranno alle 14 e le giornate finiranno alle 22: mostre fotografiche, street dance, rap, cinema, conferenze, concerti, parkour, artisti di strada, stand up, longboard, arte digitale, dischi, letteratura e musica elettronica.

Il Venerdì 1 ° luglio alle 15 apre la giornata il gruppo La Piel del Sol, alle 15.45 Tallando el Elefante, alle ore 16.30, Nokreo Esperimento. Oltre a FJ, alle ore 17.15 suonerà il gruppo Face Cream, alle 18 Eruca Sativa, alle 19 Carajo, alle 19:15 SofTot, alle 20 Santafecinos de Sig Ragga e alle 21 Dread Mar I suonerà classici del reggae, del dancehall e del dub.

Il Sabato alle 15 ShiningKoy, 15:45 Conexionistas, 16:30 Los Nuevos Monstruos e in un altro stage Tomi Lebrero, alle 17.15 la promettente band platense (la band locale del festival) Crema del Cielo, alle 18 Valentin y los Volcanes, alle ore 18.30 SLNT, alle 19 Perota Chingo, alle 20 Onda Vaga e alle 21 Estelares.

Domenica 3 luglio si esibirà alle 15 Freak Out, Looking Up alle 15:45, Russ y la Selva de Miguel alle 16.30. Alle 17 recitazione di Caña de Azucar, alle 18 La Medianera, alle 19 El Kuelgue, alle 19:15 Claudio Paul, e alle 20 Warlocks.

Gli Illya Kuryaki and the Valderramas sono gli incaricati di chiudere il festival con un concerto nel quale suoneranno quasi interamente il loro disco più eccitoso “Chaco” più alcune dall’ultimo album “Nosotros o la humanidad”.

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«Pur con le nostre poche risorse siamo al fianco di tour operator e agenzie di viaggi impegnate per far crescere il turismo italiano in Argentina. In particolare nella versione culturale e sostenibile che è al centro della politica di promozione del nostro governo, alla quale queste belle immagini offrono un pregevole contributo». Tomas Ferrari, da poco ambasciatore dell’Argentina in Italia, ha inaugurato così la mostra intitolata ‘Patagonica, paesaggi dalla fine del mondo’ al Museo di Roma in Trastevere: è il ciclo di scatti in cui Luca Bragalli offre in bianco e nero, e in alta definizione, la sua raffinata interpretazione dello spettacolo della natura nel parco nazionale  “Los Glaciares”, tra Ushuaia ed il Canale di Beagle nella Terra del Fuoco.

«Qui il governo ottiene la sostenibilità – ha spiegato l’ambasciatore – con un controllo rigoroso sulle infrastrutture e sullo sviluppo ricettivo, che negli ultimi 30 anni è stato importante. E non ci sono alberghi nei nostri parchi nazionali, con la sola eccezione di uno Sheraton al limite di Iguaçu». Così la Terra del Fuoco si presenta grande meta per un viaggio di valore, tr l’altro con una buona offerta di collegamenti aerei: «Comunque  – sottolinea Vanesa Di Martino Creide, dell’ufficio di promozione del turismo dell’ambasciata  – è un viaggio di almeno 15 giorni in pacchetti quotati intorno ai 5mila euro, per assaporare un paese splendido che è anche il più italiano di tutto il Sudamerica, con metà della popolazione di origine italiana». Prosegue nel frattempo l’attività culturale e di promozione dell’ambasciata «e tra breve contiamo di rilanciare anche il nostro programma di e-learning per le agenzie» annuncia Vanesa.

Le prime immagini che vengono in mente pensando all’Argentina sono quelle di un gaucho solitario a cavallo nella pampa sconfinata, oppure di due ballerini avvinghiati in un tango sensuale. Troppo riduttivo per un paese all’ottavo posto per estensione al mondo e grande oltre nove volte l’Italia, dove trovano posto le più alte vette del continente americano con enormi ghiacciai e, al tempo stesso, le coste meridionali bagnate da ben tre diversi oceani (Atlantico, Antartico e Pacifico), popolate da pinguini, leoni marini e balene, fino ad Ushuaia, nella Terra del Fuoco, la città più meridionale del pianeta. Non c’è l’argento, che i conquistadores spagnoli sognavano di trovare ed a cui si deve il nome, ma per quanto riguarda ambiente, clima e natura si tratta certamente della nazione sudamericana più varia, oltre a possedere la terra più fertile, quella dove pascolano i celebri manzi esportati in tutto il mondo.

Prendiamo solo ad esempio le estreme regioni del nord-ovest, il Norte al confine con Cile e Bolivia e vasto quanto l’Italia, dove l’altitudine spazia dai 300 metri della pianura ai 3-4 mila della Puna, il grande altopiano ai piedi della Cordigliera Saltegna, fino agli oltre 6 mila delle vette andine. Il paesaggio si presenta decisamente vario: si va dalle oasi di lussureggiante vegetazione, con piantagioni di canna da zucchero, vigneti, uliveti e agrumeti attorno alle principali città come Salta e Jujuy, situate ai piedi del rilievo andino, ai deserti aridi spazzati da venti gelidi e bruciati dal sole dell’altopiano della Puna de Atacama, solcato da profondi canyon in un paesaggio lunare punteggiato da possenti cardon, gli ieratici cactus a colonna, enormi distese di sale fossile, retaggio di antichi bacini d’alta quota, e laghi popolati da colonie di fenicotteri rosa. Dove rari abitanti mestizos, che vivono in bianchi pueblos fuori dal tempo e dal mondo, sopravvivono allevando capre, pecore, lama, guanachi e vigogne. Eppure questa terra all’apparenza inospitale è la patria, a partire fin dalla lontana preistoria, dell’antica civiltà precolombiana dei Calchaquies, sottomessa prima dagli Incas e poi dagli Spagnoli, come attestano ancora i resti di numerosi pucaràs, città fortificate. I corsi di acqua che scendono dalle montagne e altipiani alle profonde vallate hanno consentito da sempre un modesto sviluppo di agricoltura e di allevamento del bestiame. L’allevamento di lama e alpaca, animali d’alta quota per eccellenza, dove l’ossigeno si fa raro, costituisce proprio un retaggio dell’antica civiltà locale. Il tutto sempre sotto un cielo blu cobalto, raramente macchiato da qualche nuvola. Un terra dura e difficile, ma anche intrigante e dispensatrice di profonde emozioni, a torto ignorata dal turismo.

Infoargentina.net propone un itinerario originale di 15 giorni che tocca alcuni dei paesaggi più spettacolari e sconosciuti delle regioni andine dell’Argentina del nord, del sud e della Patagonia e le cascate dell’Iguazù: http://www.infoargentina.net/scheda.asp?id=289&scat=25&cat=

 

Buenos Aires a ritmo di Tango, ma non solo per divertimento. Nella capitale argentina si svolgerà il campionato mondiale. Due le categorie: ‘‘tango de pista’‘, con norme rigide sulle figure della milonga tradizionale e ‘‘tango escenario’‘ (palcoscenico), più coreografico che prevede anche elementi di altri tipi di danza. Juan Malizia Gatti e Manuela Rossi hanno vinto l’anno scorso nella categoria ‘‘tango escenario’‘. ‘‘Si tratta di far emergere il ruolo dell’uomo e della donna, la femminilità e la sensualità, l’uomo e la sua postura solida, una coreografia molto tradizionale,” commenta Manuela Rossi.

Un campionato al passo con i tempi. Fino a tre anni fa, alla gara erano ammesse solo coppie composte da un uomo e una donna. Dallo scorso anno il regolamento permette a due ballerini dello stesso sesso di esibirsi insieme. Centinaia i danzatori professionisti che sono arrivati da oltre 20 paesi per sfidarsi a passo di danza. Non solamente dall’America Latina, ma anche dall’Asia e l’Europa.

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Vuoi iscriverti?

Per iscriversi al “Mundial de Baile de Tango BA” è necessario compilare il modulo alla seguente pagina entro il 3 agosto 2015: http://tangobafestivalymundial.buenosaires.gob.ar/registro

In caso contrario, è possibile registrarsi di persona presso gli uffici del festival (Roque Saenz Pena 832 6 ° piano – Buenos Aires – Argentina) tra le ore 12 e 18.

Si ricorda che in ogni caso, per completare il processo, un membro della coppia dovrà presentarsi per l’accreditamento con entrambi i documenti (passaporto o carta d’identità originale dei due ballerini), uno dei seguenti giorni presso la Usina del Arte, indirizzo Pedro de Mendoza 501, CABA:

Sabato 15 agosto dalle 13:30 alle 20 h

Domenica 16 agosto dalle 13:30 alle 20 h

Lunedi, 17 agosto dalle 13:30 alle 20 h

Le date del concorso saranno:

“Tango de Pista”:

Ronde di qualifica: 18 e 19 agosto 2015, La Usina del Arte.

Semifinale: 24 Agosto 2015, La Usina del Arte.

Finale: 26 Agosto 2015, Stadio Luna Park.

“Tango Escenario”:

Ronde di qualifica 20 e 21 agosto 2015, La Usina del Arte.

Semifinale: 25 agosto 2015, La Usina del Arte

Finale: 27 agosto 2015, Stadio Luna Park.

Per qualsiasi dubbio si può contattare direttamente la organizzazione del festival scrivendo alla mail competencia@festivales.gob.ar

C’è bisogno di una ragione per visitare Buenos Aires? Non ci fossero la decina di ore d’aereo a impedire, per questioni logistiche, un finesettimana nella capitale argentina, non ci sarebbero molti dubbi circa la necessità di conoscerla. Non solo è una delle città sudamericane più europee e più affini al Vecchio Continente, con tutte le peculiarità che le numerose culture immigrate hanno regalato alla sua identità, ma secondo i lettori diTraveller, è stata la miglior destinazione turistica di Centro e Sudamerica nel 2013.
Però se qualcuno cerca ragioni per scoprire Buenos Aires, l’attivo Ente del Turismo della Città, dotato anche di un bel sito web, peccato non in italiano, ne propone ben dieci.
La prima sono i suoi barrios, i suoi quartieri più amati dai turisti. In testa propone Puerto Madero, il nuovo quartiere di verde, torri e locali realizzato sugli antichi docks sul Rio de la Plata; poi ci sono i quartieri più noti, da Recoleta al Retiro, fino a San Telmo, “specchio della vecchia Buenos Aires”, Palermo “l’avanguardia in desgin e gastronomia”, e la Plaza de Mayo, “epicentro degli eventi storici e politici del Paese”.
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San Telmo

Il fatto di essere prodotto di mille culture, fa sì che Buenos Aires sia dotata di un’ampia offerta gastronomica. Indispensabile provare, dunque, la cucina tradizionale porteña, fortemente influenzata dall’immigrazione italiana e spagnola; impossibile lasciare la città senza aver provato gli asados, a base di carne argentina, tra le migliori del mondo; quindi non rimane che l’imbarazzo della scelta tra le molteplici offerte gastronomiche: cucina francese, avanguardia spagnola, regionale italiana, araba, cinese, giapponese. A Buenos Aires si trova tutto il mondo a tavola.
Difficile parlare di Argentina senza parlare di calcio. E infatti la terza ragione per cui bisogna visitare Buenos Aires è una partita tra Boca Juniors e River Plata, possibilmente nella Bombonera, lo stadio del Boca; già The Observer aveva inserito la partita tra le 50 cose da vedere prima di morire; la passione per il calcio  si traduce nel maggior numero di stadi al mondo ospitato da una città.
E non si può passare per Buenos Aires senza pensare al tango, “la danza sensuale e nostalgica che si balla a stretto contatto con il partner e che ha avuto, tra i suoi interpreti più prestidiosi Carlos Gardel e Astor Piazzolla”. Buenos Aires offre ai turisti una lunga lista dimilongas in cui assistere a spettacoli di tango o cimentarsi a ballare.
La vita della culturale argentina è tra le più intense e le prossime ragioni per cui bisogna visitarla, sono tutte legate alla sua effervescenza culturale.
Per esempio, ci sono oltre 300 teatri, che le permettono così una delle più ampie offerte culturali tra le capitali di Latinoamérica; il teatro più famoso è il Colón, considerato uno dei più bei e importanti teatri lirici del mondo, disegnato dall’architetto italiano Francesco Tamburini.
Ci sono anche numerosissimi Musei, sui temi più diversi, dal Museo delle Belle Arti al Museo Nazionale di Arte Decorativa, dal Museo di Arte Latinoamericana di Buenos Aires al Museo Fernandez Blanco, con una delle più importanti collezioni di oreficeria coloniale del mondo. Ci sono itinerari ad hoc come la Milla de los Museos o la Milla Cultural del Sur per scoprirli.
Con tanti locali e teatri attivi, non ci si può annoiare a Buenos Aires: per scoprire cosa fare e cosa vedere nel periodo che si è scelto, basta consultare l’Agenda Cultural.
Non ci si annoia neanche di notte. Tra ristoranti, bar e discoteche, si ha l’imbarazzo della scelta e il suggerimento è di non perdere di vista le vivaci notti di Palermo, San Telmo e Puerto Madero. “La movida notturna ha fatto sì che Buenos Aires si sia consolidata come una delle destinazioni sudamericane predilette dalla comunità LGBT” spiega l’Ente del Turismo. Il che parla anche della tolleranza della capitale argentina.
Dopo tanta cultura, una delle ragioni per visitare Buenos Aires è una delle predilette dai turisti: lo shopping. I centri commerciali non mancano, dal lussuoso Patio Bullrich alle Galerias Pacifico, con i più importanti marchi internazionali e nazionali. Ma ci sono anche gli assi commerciali più tradizionali e più legati alle produzioni locali: l’Avenida Santa Fe e la calle Florida sono tra le zone suggerite dall’Ente del Turismo.
L’ultima ragione per visitare la capitale argentina è offerta dal porteño più famoso del mondo. Buenos Aires ha preparato un itinerario ad hoc per conoscere tutti i luoghi più importanti della vita di Papa Francesco. I quartieri di Flores e Monserrat, in cui è nato e cresciuto, fino alla Cattedrale, da cui ha difeso i poveri d’Argentina e ha tuonato contro le ingiustizie sociali, fino a prendere il volo per il Papato.
Tutte le ragioni per visitare Buenos Aires, su turismo.buenosaires.gob.ar.

 Bolson

El Bolson è un luogo differente. Non tanto per la sua geografia che, come tutti i centri abitati della Cordigliera Patagonica, è circondata da bellissimi paesaggi dove convergono boschi, monti, laghi, fiumi e cascate, ma per la filosofia di vita dei suoi abitanti.

Il movimento hippie impresse serenità e spirito comunitario negli anni ’60, quando arrivarono giovani provenienti dalle grandi città. La trasformazione culturale fu tanto importante che ancora oggi si mantiene e fornisce a questo paese un incanto tanto eccezionale quanto magico.

La valle di El Bolsón si trova ai piedi del monte Piltriquitrón ed è chiuso da un gruppo di montagne e ghiacciai antichi che determinano un eccellente microclima e terre fertili ideali per la coltivazione.

Nello stile di vita degli abitanti – poco più di 14 mila – si può vedere l’influenza di quei giovani che si stabilirono qui più di tre decadi fa. Disillusi dalla vita urbana, si stabilirono in capanne di legno in mezzo al bosco, dove si dedicarono all’agricoltura e all’artigianato. Un paradiso che li conquistò per sempre.

La produzione agricola, oltre al turismo, è la base economica del villaggio. Camminando, in bicicletta o in auto si può ripercorrere la zona e visitare qualche fattoria dove viene coltivato il luppolo (aromatizzante della birra) o della frutta (fragole, ciliege, lamponi, amarene, ribes, calafate, etc.), senza additivi chimici ne conservanti.

I prodotti regionali sono una forte attrazione di El Bolsón. Sono famosi i dolci nostrani, i formaggi di capra e pecora, così come la birra artigianale, il cioccolato, i tessuti di maglia di lana e una gran quantità di prodotti artigianali che riempiono piazza Pagano i giovedì e i sabato, giorni della Fiera Artigianale.

Questa località forma parte della Regione Andina Patagónica del Parallelo 42 insieme ad altri paesi che vivono in armonia nonostante appartengano a Provincie diverse: El Manso – a Río Negro -, e Lago Puelo, El Hoyo, Epuyén, El Maitén, Cholila, Ñorquinco e Cushamen – a Chubut.

Salire sull’antico treno La Trochita, ribattezzato come Vecchio Espresso Patagonico, senza dubbi è l’esperienza più carina, che offre un vero viaggio nel tempo. Da El Bolsón a El Maitén, la stazione da dove parte il treno, ci sono 50 chilometri. La stessa struttura, inaugurata nel 1945 attraversa 200 chilometri di paesaggi patagonici fino ad arrivare a Esquel.

Ogni anno, la salita al monte Piltriquitrón è l’attività che riunisce più adepti. Si percorrono 11 km, partendo dal centro del villaggio e muovendosi lungo strade sterrate fino ad arrivare ai 2.260 metri di altezza. Boschi di cipressi e cohiues ci ricevono sulla piattaforma con un belvedere naturale, a più di mille metri sul livello del mare. Da lì si può camminare attraverso il sentiero che conduce al rifugio del monte e contemplare il Tronador, il de los Tres Picos e la valle del Río Azul.

Ma questo non è tutto: 200 metri più in su si trova la piattaforma dei voli di parapendio. Chi avrà il coraggio di effettuare un battesimo di questo spettacolare sport, si porterà la migliore immagine aerea del posto. I più conservatori, invece, possono seguire il cammino fino a trovare il Bosco Tallado, dove c’è una sofisticata diversità di sculture in legno di un bosco bruciato, creato da riconosciuti artigiani dell’Argentina.

Durante la stagione estiva, El Bolsón è centro di spettacoli culturali dove si celebrano i doni che la natura fornisce. Il villaggio si veste a festa e attira centinaia di turisti, convocati a gennaio dalla Festa Nazionale del Bosco e le Jornadas de Ecopuelo (dal 20 al 23 gennaio, a Lago Puelo) e, a febbraio, per la festa più rappresentativa, basata sulla produzione del luppolo (a metà mese). Show musicali, attività ecologiche e la elezione della Sovrana del Luppolo, abbelliscono questo atipico centro di turismo non convenzionale.

“El Bolsón, municipio ecologico a favore della vita”, è più che lo slogan di questa località, dal momento che riflette una realtà poco comune oggi giorno: un ambiente puro, conservato grazie al fatto che l’uomo interviene sulla natura solo il necessario.

Fiamme in Patagonia

Buon Anno a tutti, purtroppo la prima notizia di questo 2012 è dolorosa, tratta da un’articolo di “Repubblica” odierno:

http://viaggi.repubblica.it/articolo/cile-lo-scempio-del-paine/225036?ref=HREC2-6

Leggete l’articolo di Arturo Cocchi, noi preferiamo mostrare alcune stupende immagini del magnifico Parco delle Torres del Paine, nell’estremo sud della Patagonia Cilena prima che le fiamme ne devastassero una parte della foresta….

Anima Tango

Torino Anima Tango giunge alla sua 9° edizione. Dal 26 dicembre 2011 al 6 gennaio sarà possibile conoscere ed ammirare alcuni dei più grandi nomi del tango  mondiale All’Aldobaraldo in via Parma 29 bis. Il locale conosciuto da tutti gli appassionati di tango argentino e milonga, prosegue la sua tradizione di Festival del Tango durante le festività natalizie, offrendo la possibilità di trascorrere un Capodanno diverso ad appassionati e novizi.

Per informazioni telefona al numero: 3496192888
oppure scrivi a: aldobaraldo@libero.it.

http://www.aldobaraldo.net/images/stories/flyer_animatango.pdf